SOCIAL NETWORK, IL PUNTO CON LA SOCIAL MEDIA BEATRICE MARIOTTI

SOCIAL NETWORK, IL PUNTO CON LA SOCIAL MEDIA BEATRICE MARIOTTI

Il decennio appena trascorso ha sancito l’affermazione e la consacrazione dei social network, non a caso in questo spazio più volte e con approcci diversi è stata colta l’occasione di affrontare questo tema a noi tutti comune. Lo sviluppo dell’infrastruttura web e l’avvento degli smartphones hanno contribuito in maniera notevole alla diffusione e all’incremento di una molteplicità di piattaforme che sono divenute per una larga maggioranza dei cittadini parte integrante della quotidianità. Nella nuova era, dove regna l’isolamento e il distanziamento sociale i social sono diventati un elemento imprescindibile, fondamentale per relazionarsi con le comunità.

L’economia reale del Paese si aggrappa alle molteplici possibilità che i social network offrono per mantenere una linea diretta con i consumatori e una parte degli operatori economici riesce a sopravvivere esclusivamente grazie a questo.

Sono trascorsi anni luce e diverse ere antropologiche da quel lontano 1996, quando a afre capolino era il primo social network SixDegrees che tuttavia non decolla, forse i tempi non sono maturi e nel 2000 viene annunciata la chiusura definitiva, da lì a poco la bolla delle dot-com falcidierà una costellazione di start-up e aziende attive nell’ambito di Internet. Oggi conosciamo una storia diversa, conosciamo veri e propri colossi del Web e dell’economia che attraverso le loro creazioni occupano i nostri smartphones e ci mettono in relazione con l’intero pianeta. Con il contributo della Social Media Manager Beatrice Mariotti, apprezzata professionista oggi operativa presso una prestigiosa Università italiana, analizzeremo da vicino la “questione social” per comprenderne meglio evoluzioni e rivoluzioni prima durante e dopo l’era pandemica.

 

Beatrice, da professionista del settore, cosa ne pensi dell’utilizzo massivo dei social da parte degli utenti?

 

In questo momento storico sono saltati un po’ tutti gli schemi, la vita di ognuno di noi è stata profondamente rivoluzionata. Se la vediamo da un punto di vista prettamente sociale, trovo solo lati positivi: ubiquità, vicinanza ai propri cari, possibilità di essere ovunque pur stando fermi.
Se devo analizzare la cosa dal lato informativo, inizio a dimezzare le lance a favore. Pensiamo solo alle fake news, le cosiddette ‘bufale’. Se ne sono sentite di tutti i colori in questi anni. Passami la provocazione, proporrei un test d’ingresso per i social network, ironia a parte, dalla mia, consiglio sempre di optare per un fact checking (o debunking) per accertarsi della veridicità della notizia ossia verificare sempre la fonte della notizia. Mai limitarsi al titolo acchiappa like su facebook…apriamo i siti di informazione e capiamo cosa c’è dietro!

In base alla tua esperienza come è cambiato e come sta cambiando il modo di relazionarsi online e offline?

Mi riallaccio alla domanda precedente e cito, pur non volendo, la questione covid-19. Personalmente, trovo la gente si sia trovata davanti alle sue paure più grandi, che poi è un po’ la conseguenza dell’abuso dei social: tante reactions, passami il gioco di parole, ma sempre ad uno schermo di distanza. Sempre, se capisci cosa intendo, a sentirsi meno soli pur essendo soli fisicamente. Lo avresti mai detto, fino a qualche anno fa, di poter videochiamare i tuoi genitori? Proprio loro che, parlo per mia esperienza almeno, a stento capivano come inviare un sms! L’importante è non perdere il distacco con la realtà: belle le community online, bello rivedere l’amico lontano su Fb, bello sapere che, solo schiacciando un pulsante, sei esattamente dove vuoi. I rapporti umani sono anche e soprattutto altro…e mai come in questo momento ci stiamo rendendo conto dell’importanza di un abbraccio, ad esempio.

 

Oggi tutte le aziende o quasi sono presenti sul web anche grazie ai social, ti è mai capitato di riscontrare esitazioni o indugi da parte di qualche imprenditore ancora poco incline a questo tipo di vetrina?

 

Fortunatamente non mi è mai successo. Ho sempre trovato una grande apertura mentale da questo punto di vista. Lavorare sui social è un impegno a tempo pieno, questo è quello che cerco sempre di far capire a tutti. E’ come lavorare in un negozio che non chiude mai: metti bene la vetrina, pulisci il tuo locale, ti prendi cura della clientela, hai sempre una buona parola per chi entra. Così il lavoro online, solo che cambiano i posti e la terminologia. Il negozio diventa il social in questione; la vetrina diventa il piano editoriale da proporre alla clientela, e quest’ultima diventa, in termine tecnico, community. La prima regola dell’online è la stessa della vita reale: sii te stesso ma soprattutto sii educato. Chi andrebbe mai in un negozio dove ti trattano male? Ecco, così i social network. Vige questa legge implicita.

 

Per un’utenza business qual è l’approccio migliore per gestire un social network?

 

Più che sull’approccio da utilizzare, mi soffermerei più su quale social prediligere. Qua entra in campo il cosiddetto ‘tone of voice’ ossia come vogliamo rivolgerci ai nostri utenti e soprattutto capire chi sono i nostri utenti. Ti faccio un esempio. Tutti avremo notato il boom del social network cinese Tik Tok, perfetto per realizzare dei montaggi in sequenza con musiche, balletti e doppiaggi a discrezione dell’utente. Quest’ultimo e soprattutto il prodotto diventano centrali in questo senso: se lavoro con delle istituzioni e devo mantenere una certa fermezza nel veicolare dei messaggi ma soprattutto mi sto rivolgendo a degli adulti, è evidente che non potrò mai realizzare dei balletti pop per farlo. Perderebbe di credibilità l’ente che ne fa capo. Qual è il mio target? Cosa voglio comunicare al mio utente? E soprattutto: cosa voglio trasmetta il mio prodotto o la mia azienda all’utente finale? Senza queste domande trovo sia impossibile anche solo pensare ad una strategia online.

 

Hai mai riflettuto sul fatto che svolgi una professione che non esisteva quando sei nata?

 

Ci penso spesso, io sono laureata in giornalismo ma con questo lavoro non nego che mi ritrovo a condividere la stessa mission: informare; trasmettere qualcosa; dare un valore aggiunto a chi legge i miei contenuti. C’è ancora chi storce il naso quando mi qualifico come social media manager, e credo sia imputabile alla poca (in)formazione intorno a questo ruolo. Essere social media è come fare tanti lavori in uno, con competenze trasversali che spaziano dalla grafica, alle pubbliche relazioni, passando per l’ufficio stampa ed il marketing. Non bisogna necessariamente specializzarsi in ognuno di queste: basta avere un po’ di buona lena per aggiornarsi continuamente ed acquisire i cosiddetti ‘basics’ di ognuno di questi settori.

 

Negli ultimi anni si sono affermati diversi social, da Facebook a Twitter passando per Instagram, Linkedin, Pinterest, Snapchat ecc… solo per citarne alcuni. Cosa determina il successo o il fallimento di un social e qual è l’elemento imprescindibile che deve caratterizzare una simile piattaforma?

 

Difficile trovare un termine univoco per ciascuno. Facebook è perfetto per una comunicazione rigorosa, Twitter è ottimo per la tempestività, Linkedin per la ricerca di un lavoro o farsi apprezzare per questo da una cerchia più o meno ampia di persone. L’elemento che caratterizza un social è proprio la sua socialità. L’utente, che ormai è sempre più ‘prosumer’ (ossia consumatore e produttore di contenuti) cerca la piattaforma che più si avvicina a quello che sta cercando. E qualsiasi cosa sia, cerca sempre il confronto con l’altro…

 

A tuo avviso, cosa ci dobbiamo aspettare dal futuro? Quale potrebbe essere l’elemento ad oggi mancante in grado di far scaturire una nuova rivoluzione nell’ambito dei social network?

 

Personalmente trovo che una rivoluzione sia già in atto. Basti pensare alla nostra routine, apri Facebook e leggi le notizie sui quotidiani, dai una sbirciata alle storie Instagram nel tempo libero, usi Linkedin per lavoro. E in questa delicata fase storica in cui le comunità possono essere esclusivamente virtuali il social network è un elemento fondamentale della vita sociale di un individuo, è la piazza nel palmo di una mano. Ci affacciamo su questa piazza per guardare quello che accade nel mondo. La rivoluzione dovrebbe partire da qui, come tutte le cose che hanno fatto davvero la differenza: dalla curiosità.

 

Ringraziandoti per il contributo, salutiamo i nostri lettori con un’ultima previsione. Secondo te, quale potrebbe essere l’evoluzione professionale del Social Media Manager?

 

La stessa evoluzione che farà la tecnologia negli anni, visto che le due cose vanno di pari passo. Staremo a vedere; difficile fare previsioni. Io intanto vado ad aggiornarmi!

 

Per info leggi anche: https://www.marianoleoni.com/chisono/