CON NARCISO GALASSO UNA RIFLESSIONE SULL'INDIFFERENTISMO POLITICO

CON NARCISO GALASSO UNA RIFLESSIONE SULL'INDIFFERENTISMO POLITICO

L’approccio alla Pandemia e le drastiche misure a cui il nostro Paese come tanti altri Paesi della Comunità internazionale ha fatto ricorso, hanno contribuito a risvegliare quel minimo senso di comunità da troppo latente, quasi scomparso. Le polemiche politiche non sono scomparse e spaccature sempre più evidenti emergono giorno dopo giorno sia tra maggioranza e opposizione, sia tra le stesse forze di governo.  Fanno per fortuna da contraltare le infinite forme di solidarietà messe in atto da privati cittadini, enti ed associazioni che nel momento più difficile hanno dato prova di lodevole generosità. L’impegno dei singoli cittadini nel momento di estrema difficoltà e nei momenti di crisi racconta sempre di storie meravigliose vedasi ad esempio l’emergenza terremoto del Centro Italia.

Oggi, volenti o nolenti, ci riscopriamo parte attiva di questo Paese o meglio dire dello Stato, poiché lo Stato siamo noi cittadini, senza dimenticarlo mai.

Ringraziondolo anticipatamente, di seguito troviamo un virgolettato di Narciso Galasso, pubblicista e già amministratore pubblico, un contributo su quello che definisce Indifferentismo politico, nei fatti una delle piaghe più grandi del nostro Paese.

“Analizzando i dati dell’affluenza alle urne delle elezioni negli ultimi anni, si evidenzia che sempre meno cittadini decidono di esercitare il proprio diritto di voto. Cresce l’astensionismo, in un Paese come l’Italia che ne era stato a lungo immune, e cresce di pari passo la disaffezione per l’impegno civile e politico.  Quello che va diffondendosi, soprattutto tra i più giovani, è l’indifferentismo politico. È quindi una sfiducia per la politica e per le istituzioni che la politica rappresenta, nel segno di un’omologazione della percezione delle diverse forze politiche, accumunate da un interesse trasversale per i destini personali e un totale disinteresse per la cosa pubblica.

Piero Calamandrei, uno dei nostri padri costituenti, raccontava questa storiella: «C’erano due emigranti, due contadini, che traversavano l’oceano su un piroscafo traballante. Uno di questi contadini dormiva nella stiva mentre l’altro stava sul ponte. Quest’ultimo accorgendosi che c’era una gran burrasca con delle onde altissime e vedendo il piroscafo oscillare, impaurito domanda a un marinaio: “Ma siamo in pericolo?” E questo gli risponde “Se continua questo mare, il bastimento tra mezz’ora affonda”. Allora lui corre nella stiva per svegliare il compagno dicendogli: “Beppe! Beppe! Se continua questo mare, il bastimento tra mezz’ora affonda!” Lui gli risponde: “Che me ne importa, non è mica mio!”».

Sono passati sessant’anni ma purtroppo le parole del Calamandrei, anche se in un contesto diverso, sono ancora attuali. Sarebbe opportuno riscoprire il diritto-dovere di prendere parte alla vita politica del proprio paese, iniziando con l’esercitare il diritto-dovere ad andare a votare, fondamenta dell’immensa architettura di democrazia partecipativa garantita dalla nostra costituzione. Non ci si può lamentare delle cose che non vanno bene, quando per primi si è contribuito con il proprio indifferentismo a creare quella situazione. Se è vero che i partiti politici hanno fallito, coinvolti da continui scandali e indifferenti alle esigenze della realtà quotidiana dei cittadini, allora è necessario rifondare le basi della politica ripartendo dai cittadini stessi, coloro che, come amava dire lo stesso Calamandrei, hanno reso libera questa nazione. La partecipazione alla vita sociale non è soltanto una delle maggiori aspirazioni del cittadino chiamato ad esercitare liberamente e responsabilmente il proprio ruolo civico con e per gli altri, ma anche uno dei pilastri di tutti gli ordinamenti democratici, oltre che una delle maggiori garanzie di permanenza della democrazia. Il movimentismo civico può rappresentare una valida alternativa all’indifferentismo politico e alle logiche di partito, ripartendo dai contenuti e mettendo al centro l’interesse dei cittadini.”

 

Per info leggi anche: https://www.marianoleoni.com/chisono/