IL RETAIL CHE FUNZIONA. MICHI PENNA SI RACCONTA

IL RETAIL CHE FUNZIONA. MICHI PENNA SI RACCONTA

Dall’attuale fase economica ancora in stagnazione emergono storie interessanti, i protagonisti sono uomini e donne capaci di investire e credere nel nostro Paese. E’ la storia di ogni piccola e media impresa italiana sferzata da un lato dalla pressione fiscale, dall’altro capace di raccogliere il guanto di sfida lanciato dai grandi colossi dall’economia digitale. Particolarmente interessante è l’avventura imprenditoriale intrapresa da Michi Penna, da Store Manager a titolare in pochi anni di ben tre punti vendita e ancora tanta voglia di affermarsi nel settore del Retail.

Michi di cosa ti occupi?

Grazie per l’ospitalità Mariano. Rendere pubblica la mia esperienza e poterla condividere con tutti coloro che intendano credere e investire nel nostro Paese mi riempie di orgoglio. Parlare della nostra attività, la mia e dei miei soci, vuol dire innanzitutto valorizzare un’esperienza di ascolto e di confronto con i consumatori. Nel corso di tre anni abbiamo aperto tre attività commerciali credendo fortemente nelle nostre capacità acquisite con tanto impegno, amore per il lavoro e per le persone. Tramite il lavoro dei nostri punti vendita diamo libero spazio alla fantasia permettendo ai nostri e alle nostre clienti di esprimersi attraverso la moda: che sia un capo di abbigliamento, una borsa o un gioiello.

Quando è nata l’idea di scommettere su te stesso?

E’ sempre stata una necessità scommettere su noi stessi. Il motto è stato “Mai vivere di rimpianti”. Io e i miei soci abbiamo deciso di investire nel Retail e concentrarci sul mondo femminile con la consapevolezza di offrire un servizio di consulenza personalizzato e offrire prodotti variegati.

Mettiamo a disposizione la nostra esperienza al fine di garantire un look originale alle nostre clienti, oggi come oggi, inseguendo la massa si sta smarrendo il gusto di essere originali: siamo tutti uguali, andiamo dietro falsi miti (penso agli “influencer” e alla loro capacità di orientare il comportamento di milioni di utenti).

Come sopravvive il Retail e come si affrontano le sfide che arrivano dai colossi digitali?

Un negozio, un’attività, si basa sui rapporti interpersonali. E’ sempre stata questa la base del commercio. Ti piacerebbe andare al ristorante e anziché parlare con il cameriere trovi un bel tablet al posto del piatto per ordinare? E non sai neanche cosa stai ordinando magari? O non puoi chiedere consiglio sulla base dei tuoi gusti? A noi NO! Ed è questa la nostra forza. Quando vieni in uno dei nostri store sei come a casa tua, o meglio cerchiamo di farti sentire come a casa tua. “Entri come cliente ed esci da amica” non è solo una frase fatta…è il nostro credo! Per noi è importante lasciare il segno, lasciare qualcosa alla persona, fare in modo che ti ricordi di noi non soltanto per l’acquisto in sè, ma perchè in quell’acquisto mettiamo una parte di noi stessi. Empatia e personalizzazione della consulenza è il terreno su cui battere i colossi digitali.

 

Come si affrontano le stagionalità (cicli commerciali) durante l’anno? Ti affidi a determinate strategie di business?

Le strategie commerciali sono sempre alla base del Retail al fine di garantire al consumatore maggior benessere e alle aziende maggiori perfomance. I saldi stagionali obbligatori, ad esempio, che ti permettono lo smaltimento dei prodotti fine serie, stanno purtroppo perdendo la loro efficacia in quanto annichiliti dalle migliaia di promozioni effettuate durante l’anno. Noi operatori che ci ritroviamo in questo “vortice di sconti” cerchiamo di proporzionare i periodi promozionali dai periodi non, mantenendo prezzi di listino comunque concorrenziali in modo tale da non compromettere il potere di acquisto dei clienti che non si incontrano con il periodo di sconti.

Durante la tua esperienza in ambito Retail hai avuto modo di lavorare in diversi territori dell’Italia centrale, quanto può un territorio influenzare le scelte di un consumatore?

Un territorio può e deve influenzare le scelte del consumatore, l’Italia è un Paese articolato e vario, le peculiarità locali sono un tratto distintivo del consumatore italiano ancorato alle abitudini e alle tradizioni. Usi e costumi dettano ancora le linee guida della moda. E’ chiaro che oltre a questo anche le temperature, il clima, oppure la località di montagna o mare possono influire e fanno sì che il consumatore si adegui per necessità.

Quali sono i progetti per il futuro?

Al centro dei nostri progetti c’è la crescita dell’azienda, l’apertura del nuovo store Dress Ami che ci accingiamo ad avviare ne è la dimostrazione. L’augurio per me, lo staff e le ragazze che collaborano con noi è che tutto vada per il meglio, e che i clienti continuino a premiarci riconoscendosi e riconoscendo nel nostro brand un punto di riferimento nell’ambito della moda.